El dia de los muertos

El dia de los muertos in Messico è una celebrazione della vita e della morte che mi ha sempre affascinato. Una festa ricca di simboli, una ricorrenza in cui i due poli dell’esistenza, la vita e la morte, rappresentano il fulcro dell’essere umano.

E chi meglio di un’antropologa messicana e di un fotografo italiano, che vive ormai in Messico, potevano descrivere  l’essenza de el dia de los muertos?

Ho così intervistato Carmen Surbia dottoressa in Storia e Antropologia e Alex Coghe, fotografo e scrittore, che si sono immersi nella  profondità de El dia de los muertos cogliendone lo spirito.


(Testo a cura di Carmen Surbia dottoressa in Storia e Antropologia) – La celebrazione del Giorno dei Morti è una tradizione celebrata in Messico, di origine precolombiana, per onorare i defunti. In quell’epoca i festeggiamenti duravano un mese intero e erano presiedute dal Mictlancihuatl, dea conosciuta come “Lady Death”, che diede origine alla attuale “Catrina”. Per le civiltà precolombiane, non esistevano connotazioni morali tipiche del cristianesimo come l’inferno e il paradiso, ma per raggiungere il luogo del riposo eterno dovevavo passare attraverso vari livelli e prove di cui avevano bisogno utensili, attrezzi e prodotti alimentari che potevano loro servire nel loro viaggio, il motivo per cui furono sepolti con le offerte (ofrendas), fino ad arrivare al Mictlan dove potevano liberare la loro anima ed essere ricompensati in eterno dal calore del dio del sole (Tonatiuh). Dopo l’arrivo degli spagnoli, i missionari si resero conto che non potevano sradicare le forti credenze del popolo, portando ad un sincretismo dei costumi spagnoli e indigeni, dando luogo a quello che noi oggi conosciamo come Dia de Muertos. L’elemento più importante è rappresentato durante le festivitá dagli altari con le loro offerte (ofrendas). Realizzato in vari livelli livelli che ricordano il passaggio  dell’anima nel mondo prehispánico. Dove il copale, l’incenso, un arco di fiori, confetti, candele, bicchieri con acqua, sale, molte calendule, teschi di zucchero sono collocati, fotografie, pane, frutta e cibo e bevande, come il mezcal, che i nostri morti amavano. Ogni elemento ha un significato molto speciale. Copal e incenso rappresentano la purificazione dell’anima. L’arco fiorito è posto al primo livello e simbolizza la porta che collega il mondo delle persone morte. La carta tagliata ei suoi colori rappresentano la purezza del dolore. Nelle candele sono presenti il ​​fuoco che guida e illumina le anime nel loro ritorno a casa. L’acqua è la fonte della vita, e il sale è purificante in modo che l’anima non si danneggi nel suo viaggio di andata e ritorno. Fiori di calendula rappresentano la luce del sole che è considerata l’origine di tutto e ancora rappresenta il defunto che appartiene al mondo terreno. Cibi e bevande sono offerte perché vengano apprezzate dalle anime dei morti.


Il reportage di Alex Coghe

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Dal punto di vista tecnico ho utilizzato due fotocamere Fujifilm: la X100S e la X-E2. Ho quindi lavorato tutto il tempo della mia permanenza a Oaxaca con due fotocamere e due sole lunghezze focali, il 35mm e il 28mm.

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Ho volutamente evitato, salvo un paio di foto, l’utilizzo di flash anche a notte inoltrata, sfruttando le sole luci disponibili.

Day of the Dead in Oaxaca

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Day of the Dead in Oaxaca

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Da più di un anno anno, sono tornato a collaborare con agenzie fotogiornalistiche e volevo evitare la “volgaritá” del flash, che avrebbe certamente personalizzato maggiormente le foto ma al tempo stesso le avrebbe rese meno proponibili per un utilizzo prettamente documentaristico.

Day of the Dead in Oaxaca

Day of the Dead in Oaxaca

Day of the Dead in Oaxaca

Inoltre volevo essere maggiormente spettatore, delegando ai vari eventi la raison d’etre della mia proposta visuale. Devo dire che, forse anche per questo, credo che quest’anno sia riuscito a portare a casa un lavoro migliore delle due precedenti. Magari l’amante della street photography si ritroverá meno in questo tipo di lavoro, perché é essenzialmente fotogiornalismo quello che é venuto fuori. Esattamente quello che volevo fare.

Day of the Dead in Oaxaca

Day of the Dead in Oaxaca

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