Arrivederci Sicilia – Estate 2018

Estate 2018 ultima passeggiata a Castiglione di Sicilia – Torno a casa e mi affaccio sul balcone con vista sulla Valle dell’Alcantara. Osservo le luci della campagna e guardo le stelle. Sono consapevole del fatto che un altro anno è passato. La malinconia e la nostalgia iniziano a insinuarsi prepotenti.

Ripercorro i giorni di agosto appena trascorsi e mi accorgo di quanto siano passati in fretta, troppo. Vorrei tornare indietro nel tempo e così riassaporo quella prima sera d’estate 2018 a Taormina che, come un rito, significa l’inizio.

Per me queste non sono solo vacanze. Sono l’entrare nella dimensione di un luogo che sento casa.

Ho detto e scritto tanto sulla Sicilia.

Estate 2018. Potrei ricordare i tanti posti visti, le serate, le cene, gli incontri.

Quest’anno con i miei video ho cercato di creare una sorta di diario visivo:l’attraversamento dello stretto; la prima sera a Taormina; la passeggiata al castello di Lauria a Castiglione di Sicilia; Passopisciaro; il mare di San Marco; la vista panoramica su Castiglione di Sicilia; Calici di Stelle; la Cuba; la festa della Madonna della Catena; il castelluccio; il balcone; la presentazione del mio libro Sulle tracce di Majorana – Diario di Sicilia a Passopisciaro e Castiglione di Sicilia, due serate indimenticabili; le passeggiate pomeridiane e serali lungo il castello; la pioggia; la cripta misteriosa nella ex chiesa di San Giuseppe a Castiglione di Sicilia; la chiesa di San Vincenzo e il Cannizzo; il suggestivo spettacolo di Tatti – Le radici nel cielo alla Cuba; la chiesa di Passopisciaro; Catania e il Mercato del Pesce; i tramonti; Marzamemi; Noto; Santa Maria del Focallo; il giro con l’Apecar nelle campagne; Villa Corso a Passopisciaro; la gita all’Etna.

Ma aldilà dei video, delle fotografie, ho percepito ancora una volta l’essenza della Sicilia dal suo calore, dalla sua eleganza e soprattutto dalle suggestioni e dai piccoli gesti dei suoi abitanti.

Piccoli ma grandi gesti che ogni volta, sempre di più mi fanno sentire a casa: un caffè offerto, un saluto, un abbraccio, un favore, frutta, verdura e vino, una cena, l’esserci, sempre e comunque perché, in Sicilia, io non mi sento mai solo.

Qualche giorno fa, tanto per cambiare, mi trovavo in giro per le campagne della Valle dell’Alcantara a fotografare. Ero in auto diretto verso una meta sconosciuta. Improvvisamente davanti a me un branco di pecore occupava tutta la carreggiata. Ho rallentato. Una Apecar mi ha superato di colpo e si è messa a suonare all’impazzata spostando il gregge. Poi si è fermata ed è sceso un attempato signore. Mi ha fatto segno di passare. Ho parcheggiato accanto all’Apecar, sono sceso e gli ho spiegato che volevo fotografare le pecore. Il pastore mi ha sorriso, mi ha chiesto da dove venivo e mi ha stretto la mano. Abbiamo parlato un po’. L’uomo aveva il volto abbronzato e scavato da profonde rughe. Mi ha detto che aveva fatto quella manovra per farmi passare. Dietro di noi la campagna con le viti, gli ulivi, i fichi d’India e sullo sfondo un cielo terso intervallato da nuvole bianche con il vulcano Etna che si stagliava imponente e il vento che soffiava.

Tutto sembrava immobile ma non era così. In quell’istante ho avvertito un’energia potente, antica e contemporanea. La sensazione è durata una frazione di secondo ma ho percepito, ancora una volta, l’essenza della Sicilia.

Una essenza che, come un profumo, ho vissuto nella quotidianità di questo agosto mutevole e piovoso.

Con questo post, che non è un addio ma un malinconico e struggente arrivederci, vorrei ringraziare tutti coloro che ho incontrato durante il mio cammino. Tutti gli amici già conosciuti, tutti quelli nuovi e tutte le persone che mi hanno manifestato, anche con poco, apprezzamento e vicinanza forse perché hanno percepito il mio reale amore per la Sicilia.

Tra poche ore salirò sulla Caronte il traghetto che attraversa lo stretto di Messina.

Quando stavo arrivando e la costa siciliana si avvicinava pensavo a quanti momenti avrei vissuto nei giorni a venire.

Ora che la prua si staccherà dalla terra di Trinacria, io guarderò da poppa la terra e quei momenti saranno un indelebile ricordo che si andrà ad aggiungere ai miei diari di Sicilia.

Ancora una volta guardo le stelle e le luci dal mio balcone con vista sulla Valle dell’Alcantara. Sono sicuro che la terra, l’aria, il fuoco e l’acqua avranno ancora tante storie da raccontarmi.

Arrivederci Sicilia.

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