Quella strana casa in Puglia

Puglia, agosto 2016. Condizioni meteo pessime, temporali sparsi, pioggia, nubi, fulmini e tuoni. Non sembrava nemmeno estate e i siti di previsioni meteo non erano incoraggianti.

Quella mattina però, appena arrivati, il tempo era splendido. Dopo aver macinato di notte un migliaio di chilometri in autostrada, tagliando l’Italia da Nord a Sud, la Puglia ci accolse con il calore  dei trulli, degli ulivi e del sole.

Fu una notte di autogrill e caffè, di famiglie in auto che cercavano ristoro in un cornetto, di cani al guinzaglio, di bambini che dormivano in macchina sui sedili posteriori.

Tutti erano spensierati, si percepiva che andavano in vacanza perché, nonostante l’ora tarda, le persone ridevano e scherzavano. Solo i camionisti non sembravano tanto allegri.

La villa dove arrivammo ci fece da subito un’ottima impressione. Immersa nella campagna, con un oliveto, un grande cortile ben tenuto con al centro un tavolo enorme e uno spazio per il barbecue. Si prospettava almeno una serata di grigliata, pensammo di comprare della carne.

Il proprietario, ospitale e gentile come solo la gente del Sud sa essere, ci fece trovare acqua, pane, olio e pomodorini, tutti prodotti della campagna, della Puglia. Appena sistemati i bagagli ci sistemammo fuori sul tavolo e improvvisammo alcune bruschette. Un grande ulivo in mezzo al cortile ci faceva ombra.

La casa dentro era un po’ strana. Non era male, ma qualcosa stonava con l’ambiente esterno, soprattutto per quanto riguardava l’arredamento: retrò, vissuto, forse tuo po’ troppo.

I mobili, le suppellettili assorbono i pensieri e le abitudini di chi ci ha abitato, di chi li ha usati. Soprattutto certi oggetti quelli che sono appartenuti troppo alle persone.

Quel giornali sole continuava a splendere nonostante le previsioni meteo. Qualche ora di sonno per recuperare energie e poi decidemmo di andare al mare.

Improvvisamente, appena raggiunta la spiaggia, le prime nuvole arrivarono rendendo il cielo cupo. La luce cambiò.

Rientrati dal mare, la serata proseguì a Ostuni. Una cena con orecchiette e burrata, consumata in un ristorante ricavato in grotta, il suggestivo centro storico con le stradine che salivano e i negozi tutti aperti e illuminati. Si stava bene ma a rovinare tutto ci pensò un violento temporale con una tempesta di fulmini.

A malincuore decidemmo di rientrare. Pioveva, la strada a un certo punto incontrava la campagna facendosi sempre più buia e isolata.

Giunti al cancello della villa presa in affitto, che di mattina sembrava una reggia, notammo che, complice il maltempo, sembrava va aver cambiato completamente atmosfera.

I fulmini illuminavano il viale d’ingresso, il vento rendeva difficile la discesa dalla macchina e la pioggia continua senza sosta. Tuonava forte. Entrammo al riparo, accendemmo le luci ma, quell’arredamento vissuto, troppo vissuto, ci fece sentire a casa d’altri, senza aver idea  chi fossero gli altri.

Non riuscivamo a sintonizzarci con l’ambiente, qualcosa stonava, era anomalo, pesante, inquietante. Fuori diluviava e noi eravamo in mezzo ad una campagna sconosciuta, isolati in mezzo a quello che ci pareva un nulla fatto di buio.

La stanchezza arretrata prese il sopravvento. Riuscimmo a trascorrere la notte dormendo, nonostante il temporale, lasciando la luce del corridoio accesa.

Il mattino dopo ancora maltempo.

Cosa fare? Una gita a Matera. La suggestiva città dei Sassi distava due ore e mezzo di strada e la pioggia non aiutava. A una decina di chilometri dalla meta, fermandoci in un bar, la proprietaria ci spiegò che quella notte c’era stata una violenta tempesta e un fulmine aveva colpito la loro centralina bruciando il forno elettrico.

Giunti a Matera la pioggia copiosa non ci abbandonava ma, per fortuna, dopo un’ora circa, uno spiraglio di sole ci permise di scoprire una città affascinante  dove trascorremmo una piacevole giornata. Al ritorno visitammo i trulli di Alberobello. Al ritorno ci fermammo a comprare la carne per la grigliata in programma la sera.

Appena entrati nel supermercato, si scatena l’ennesimo putiferio: vento, nuvole, pioggia.

Inizia a far buio, è agosto ma sembra novembre. Nessuno parla ma non avevamo voglia di trascorrere un’altra notte in quella casa.

Verso ora di cena, con le prime gocce di pioggia che iniziano a cadere, cerchiamo di sdrammatizzare la situazione con un improbabile barbecue. Appena proviamo ad accendere il fuoco la pioggia, cinica e implacabile, lo spegne.

Torniamo in casa, ci mettiamo a cuocere la carne in padella e sul più bello, dopo un potente tuono, manca la luce. Panico. Riuscimmo a trovare il salvavita per riaccendere la corrente.

Ma di chi erano quelle sedie consumate, quei mobili graffiati, quelle testate dei letti in legno laccato, quell’armadio che non avevamo mai aperto, quei piatti?

Non è che tutti quegli  oggetti fossero sporchi o fatiscenti, è che erano troppo vissuti, troppo impregnati di una storia che non era nostra e che non conoscevamo.

E fuori di nuovo temporale, il buio.

Nessuno voleva trascorrere ancora una notte in quella casa.

Telefonammo quindi al proprietario, inventando una scusa, dicendo di dover partire urgentemente. La linea non prendeva, tutte le volte che dall’altra parte rispondevano  “pronto” la telefonata si interrompeva.

Dopo una decina di tentativi, mentre in fretta e furia preparavamo i bagagli per la partenza, ci accordammo per lasciare le chiavi nella cassetta della posta.

Alle 21, nel bel mezzo di un temporale, partimmo per la Sicilia. Ma questa è un’altra storia…

A voi è mai capitato di sentirvi a disagio in qualche luogo?

N.B. La storia è realmente accaduta. L’immagine di copertina non rappresenta la casa descritta nel racconto

2 pensieri riguardo “Quella strana casa in Puglia

  1. Che ansia! Direi che avete fatto bene ad andare via, perché sembrava proprio che la casa volesse in qualche modo allontanarvi, un po’ con il brutto tempo, un po’ con la luce che saltava. Spero che in Sicilia vi siate trovati meglio!
    A me è capitato di sentirmi fortemente a disagio in un B&B in Irlanda del Nord, in un posto che ogni tanto ancora oggi si ripresenta in qualche incubo.

    Piace a 1 persona

    1. Gian Luca Marino - Storie 13 luglio 2018 — 17:35

      Cara Silvia, la situazione era insostenibile. In Sicilia ci siamo trovati molto meglio perchè andiamo praticamente a casa… Un saluto

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close