La Ibiza degli artisti, prima dell’arrivo degli hippy. Una storia poco conosciuta e quasi dimenticata – Parte I

Articolo a cura di Davide Traversa – Ibiza è conosciuta nel mondo per essere stata una delle culle del movimento hippy sul finire degli anni 60 sul quale esiste già una quantità innumerevole di storie e libri. Quello che invece è un po’ meno conosciuto è il periodo che precede lo sbarco dei primi “capelloni” sull’isola. Facciamo un passo indietro fino agli anni 30…

A quell’epoca Ibiza è poco più di un nome sulle mappe, un’isola totalmente sconosciuta ai più, persino agli stessi spagnoli, i quali frequentavano soprattutto Maiorca che era la meta preferita per i viaggi di nozze.

L’avvento del nazismo in Germania, costrinse alcuni artisti dell’epoca (molti di loro di origine ebraica) a migrare. Alcuni di essi scelsero la Isla Blanca come terra d’esilio. Tra di loro, il più famoso e conosciuto è indubbiamente Erwin Broner. Architetto e pittore, arrivò sull’isola nel 1933 insieme al suo amico, anch’egli pittore, Manfred Henninger. Broner fu l’unico a installarsi in città. La maggior parte degli altri artisti infatti, si rifugiarono nelle campagne. Walter Benjamin inviava, sotto pseudonimo, i suoi articoli al Frankfurt Zeitung da San Antonio. Raul Haussmann, svilupava la sua particolare attività artistica a Ibiza, prima a Benimussa e poi a San Josep. Vissero a Ibiza anche Will e Emma Faber, Paul Gauguin (nipote del famoso pittore), l’archeologo Schulter e molti altri ospiti illustri.

La Ibiza degli anni 30 si trasformò in un rifugio privilegiato e quasi segreto per intellettuali.

Broner fu da subito affascinato dall’architettura locale. In quegli anni costruì lo Stabilimento Balneare di Talamanca e una casa da lui disegnata. Furono in assoluto i primi due esempi di architettura moderna sull’isola.

Broner si trovava a Barcellona quando scoppiò la guerra civile spagnola e dopo varie peripezie, emigrò negli Stati Uniti dove conobbe Gisela, che diventerà poi la sua terza moglie e compagna di vita fino alla fine dei suoi giorni, nonché musa ispiratrice.

L’attrazione che Erwin provava per Ibiza lo portò a farvi ritorno insieme a Gisela nel 1952 quando, grazie alla mediazione di Antoni Ribas Portmany il vignettista, acquistarono una casa a Sa Penya. L’abitazione definitiva, quella che è attualmente visitabile, fu costruita nel 1960, un anno dopo la fondazione del “Gruppo Ibiza 59”, al quale presero parte tutti gli artisti locali con il semplice scopo di condividere una certa mentalità ed esporre insieme opere d’arte.

Il Gruppo Ibiza 1959 si sciolse nel 1964. Sempre nel 1964 venne demolito il Cafè Bar Talamanca, per far spazio a un nuovo Hotel. Fu il primo passo dell’avvento dell’era turistica e la fine di quell’epoca che tanto aveva catturato l’attenzione di Broner.

Come se la sua ispirazione svanì nello stesso istante che l’incanto di Ibiza, smise di dipingere nel 1965. Sempre nello stesso anno, forte del suo sentimento di protezione verso quell’Ibiza che stava scomparendo, scrisse: “Riflessioni sul futuro di Ibiza” nel quale espresse la sua preoccupazione per le conseguenze dell’ignoranza, gli interessi materiali e una limitata capacità delle autorità di prevenire le attività di individui irresponsabili e di gruppi organizzati.

Nel prossimo articolo: Ibiza bohémien: un periodo a cavallo tra gli anni 50 e 60. Le storie della Baronessa Nina Van Pallandt, del falsario Elmyr de Hory e di Clifford Irving.

Fonti bibliografiche: Erwin Broner (1898-1971), Collegi d’Arquitectes de Baleares

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