Streghe a Ibiza – Ibiza misteriosa

Nell’ottobre del 2017 stavo percorrendo la strada per raggiungere il piccolo e incantevole borgo di Santa Agnes de Corona, un piccolo villaggio agricolo situato nella parte occidentale di Ibiza.

Mentre a bordo di uno scooter mi stavo avvicinando al paese, mi sono fermato sul ciglio della strada per ammirare il paesaggio rurale dominato dal verde e dall’ocra della natura.

 

Era una zona di Ibiza che vedevo per la prima volta. Subito rimasi colpito dalla calma e dalla tranquillità dell’ambiente.

Di fronte a me si trovava un albero dall’aspetto curioso; era talmente contorto che sembrava sfidare la forza di gravità. Associai quella visione a un albero sotto al quale si riunivano le streghe.

Quindi mi chiesi: “A Ibiza ci sono le streghe?”

Ho già parlato della leggenda della strega che abita in una grotta a Es Vedra.

A Ibiza città, nella seconda metà di maggio, viene celebrata la festa medievale e tra le figure del folklore protagoniste ci sono anche streghe e stregoni.

Antoni Maria Alcover è stato uno scrittore e giornalista spagnolo. Era un sacerdote studioso di folklore e antropologia linguistica tanto che, per il suo lavoro a favore della lingua catalana, fu chiamato “apostolo del linguaggio”. Durante le sue ricerche, quando si recò a Ibiza per raccogliere materiale su usanze e costumi, venne a conoscenza di curiose storie su streghe e stregoni.

La Isla – come osserva Mariano Planells nel suo Diccionario de secretos de Ibiza, testo dal quale ho estrapolato le seguenti informazioni – è sempre stata terra di streghe, in declinazioni però leggermente diverse dal resto d’Europa.

Alcover incontrò un non meglio identificato abitante dell’isola che gli spiegò come le persone diventavano streghe o stregoni.

Le donne che desideravano diventare streghe dovevano chiedere il permesso a niente meno che un sacerdote, solitamente il parroco del paese.

Ovviamente in un primo momento il prete si rifiutava ma – si racconta – le aspiranti streghe erano talmente insistenti che alla fine, dopo estenuanti trattative, il prelato concedeva loro il nullaosta.

Da quel momento le donne, potevano comportarsi da streghe e quindi volare sulle scope, fare il malocchio e produrre le loro pozioni magiche e malefiche.

Gli ibizenchi, nei loro racconti popolari, sostenevano che a Ibiza c’erano più streghe che mosche.

Le megere de la Isla avevano una caratteristica particolare: potevano entrare dal buco della serratura nascondendosi in turbini di polvere. A proposito esiste un’usanza per cui, se gli abitanti de la Isla vedevano vortici di polvere, iniziavano ad inveire e a colpirli.

A Santa Eulalia, esiste ancora, nella zona sottostante al Puig de Missa, un antico ponte sotto il quale scorre un piccolo fiume.

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Leggenda vuole che, durante le notti di tempesta, le streghe si ritrovassero qui per lavare i loro panni sporchi e puzzolenti.

Il ponte, che si pensava essere stato costruito dal diavolo, serviva anche alle streghe per catturare i bambini particolarmente paffuti. I poveri bimbi venivano intrappolati all’interno dei mulinelli d’acqua del fiume. Il grasso dei bambini serviva alle streghe come unguento e ingrediente per le loro pozioni.

Un’altra differenza con le streghe continentali, sembra essere riferita agli animali, nella tradizione i getti, che accompagnano le megere.

Ebbene a Ibiza più che ai gatti si fa attenzione ai cani.

Un cane che si avvicina all’incrocio ululando o abbaiando non è di buon  auspicio perché – dicono a Ibiza – sta chiamando le streghe.

A parte la tradizione di terra non possiamo dimenticare che Ibiza, essendo un’isola, è circondata dal mare.

È naturale quindi che la tradizione delle leggende marinare contempli anche le streghe, quelle di mare, nello specifico.

Si racconta che, queste misteriose figure, a metà tra esseri spettrali e streghe, durante le notti di tempesta quando il mare è in burrasca, si siedano sulle rive del mare e sugli scogli, mai sulla spiaggia per invocare i demoni dell’acqua e per far sì che le barche non trovino la via del ritorno inabissandosi nelle profondità marine.

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