I misteri di Es Vedra – Ibiza misteriosa

Non ricordo il giorno preciso in cui, per la prima volta, ho visto Es Vedra a Ibiza. Rammento solo che il vento soffiava impetuoso e il sole splendeva nascondendosi a tratti tra le nuvole. E poi c’era quel mare che mi sembrava un immenso fiume tanto scorreva con una forza che riuscivo quasi a sentire dentro.

Non è che a Es Vedra ci puoi andare così…tanto per…

Che tu la ammiri dalla spiaggia di Cala d’Hort o, meglio ancora, dai promontori a picco sul mare, devi essere preparato per l’incontro con Es Vedra perché è molto facile percepire un’energia, un magnetismo che, suggestioni a parte, ti rimescolano dentro, ti fanno sentire tutt’uno con la natura.

Se sei a Ibiza  non puoi non vedere Es Vedra.

La prima volta che incontrai Es Vedra non ero ancora a conoscenza dei misteri e delle leggende che si raccontano su questo luogo.

Alta circa 380 metri Es Vedrà, è un’isolotto che dista circa due chilometri dalla costa sud ovest di Ibiza. Ha la forma della testa di un drago semi sommerso. Questa particolarità porta i marinai a rendere omaggio al fantomatico drago per propiziare la pesca e per navigare in acque tranquille.

Improvvisi gorghi d’acqua, strane luci sottomarine che spaventano i pescatori, strumenti elettronici e bussole che impazziscono, avvistamenti Ufo e altre storie misteriose si raccontano su Es Vedra.

Le prime notizie misteriose che parlano di questo luogo magico risalgono al 1855 .

In questo anno, Francisco Palau, monaco carmelitano beatificato nel 1988 da Papa Giovanni Paolo II, si recò a Es Vedra per dedicarsi alla preghiera e alla meditazione. Dopo aver soggiornato per un po’ di tempo sull’isola, tra la natura selvaggia, riparandosi nelle grotte, il monaco scrisse sul suo diario di aver vissuto esperienze particolari, raccontando di incontri strani, visioni mistiche e risvegli spirituali.

Ho ritrovato parti del suo diario trascritte nel libro di Mariano Panells – “Diccionario de secretos de Ibiza“.

Annota Panells che Palau era un frate carmelitano ultraconservatore il quale, per motivi politici, fu esiliato a Ibiza dove decise di trascorrere alcuni giorni a Es Vedra per pregare e meditare.

Il giornalista Josep Riera, al quale Panells fa riferimento esplicito nel suo libro, ha una sua tesi dove sostiene che Palau, a Es Vedra, abbia avuto contatto con gli extraterrestri.

Come già detto, Palau tenne un diario dei giorni trascorsi sull’isolotto. In questo scritto il frate, per descrivere la sua cronaca e le sue emozioni, utilizzò un linguaggio che Panells definisce come “sospettosamente mistico”.

In effetti è così.

Il 13 aprile 1855 Palau si reca a Es Vedra e inizia il suo diario. Sceso dalla barca si reca sull’isolotto e si avventura su una scarpata dalla forte pendenza.  Dopo la salita incontra una grotta che indicherà come “La gran cueva dove ho trovato l’acqua necessaria al mio consumo”.

Il frate si dedica per tutto il giorno alla preghiera e alla meditazione e i giorni successivi si concentra nelle suppliche rivolte alla Madonna per entrare in contatto spirituale con lei.

Palau ha  una prima visione che annota nel suo diario:

Ho trascorso il giorno e la notte. Il mare era in pace, l’aria soave, il cielo coperto da alcune nuvole, la luna a un quarto crescente e la sua luce era molto opaca. Ho visto arrivare di fronte a me una lunga ombra che avanzava nella mia direzione. Era sola, la figura era bianca come la luce della luna. La figura rappresentava una ragazzina di sedici anni, molto candida, bella, amabile. Al momento del suo arrivo si aprirono i cieli e la luce radiante del sole mi ha fatto vedere quella figura che era davanti a me. Il monte si riempì della gloria di Dio. E ho visto la figlia del Padre eterno in tutta la sua bellezza per quanto possibile all’occhio di un mortale. Il mio dolore non mi permetteva di vederla con la chiarezza che io desideravo: un velo copriva la sua faccia. Sono rimasto in silenzio però c’era una voce muta che mi parlava”.

Riera, osserva Planeells, interpreta questo episodio come un riferimento al simbolo della dea Tanit (la luna a un quarto crescente) e la telepatia come un contatto con esseri extraterrestri.

Anche per le notti successivi Palau riceve la visita dell’essere che identifica come la Madonna e  una voce telepatica gli comunica che:

Noi del cielo veniamo senza ombre, però sulla terra non potete vedere le nostre cose divine”.

Il frate nel suo diario annota un’ulteriore descrizione dell’essere che continua a contattarlo tutte le notti:

Tra tanta luce e carità posso vedere il suo bellissimo corpo. Vedo la sua testa coronata di gloria, i suoi capelli di oro purissimo che dispensano luce emanata in tutte le direzioni. Le sue emanazioni interne di luce comunicano all’anima e al corpo”.

Il 15 aprile Palau arriva al culmine dell’esperienza mistica:

Tutto il monte di Es Vedra sembra glorificarsi con musiche meravigliose. Sulla cima del monte, su un trono di immensa gloria, vedo la figlia del Padre Eterno”.

Durante la visione mistica all’uomo vengono mostrati alcuni oggetti che egli interpreta come un altare d’oro, un evangelario e una veste da sacerdote. Una voce gli parla, viene fatto vestire con quell’abito e gli viene imposto di coprirsi la testa con un copricapo offertogli durante la visione perché, come gli dice la voce, non potrebbe sopportare la presenza della magnificenza di Dio senza proteggersi.

Josep Riero, scrive Panells, è sempre più convinto che il frate abbia avuto un contatto con gli extraterrestri e spiega questa misteriosa vestizione come una forma di protezione contro le radiazioni.

Nel giorni successivi Palau abbandona Es Vedra per poi tornare di nuovo a meditare e ad avere nuove visioni. Seguono altri abbandoni per predicare a Ibiza e poi, nel 1866, il carmelitano torna nuovamente a Es Vedra.

Una notte sta dormendo mentre fuori il mare è in tempesta. Improvvisamente un raggio penetra nella grotta dove il frate sta riposando e una voce dal cielo gli intima di seguirlo.

Palau è spaventato. Gli appare l’arcangelo Gabriele che lo aiuta a nascondersi in un’altra grotta dove trova un altare preparato dall’arcangelo Michele. Lo vestono con i loro abiti da sacerdote. La tempesta fuori si fa ancora più terribile e il poveretto assiste ad uno spettacolo terrificante: l’entità che egli stesso identifica come Dio convoca Satana che si presenta sotto forma di un gigantesco drago.

Ma di questo episodio Palau, nel suo diario, nasconde i dettagli e scrive solamente:

Ah! Se potessi spiegare questa lotta! È un segreto”.

Molti anni dopo Es Vedrà fu scelta da alcuni hippy come rifugio. Essi si ricavarono uno spazio nei pressi di una cava in fondo ad una ripida scogliera, all’interno del quale pregavano Buddha.

Un’altra leggenda parla di una grotta che si trova in un punto non ben definito di Es Vedra. All’interno della grotta vivrebbe una strega. La tradizione vuole che chi ha la fortuna di trovare  la grotta, deve lasciare un oggetto personale al suo ingresso in omaggio alla strega, per propiziare sorte e  fortuna.

Uomini di mare piuttosto esperti nell’arte della navigazione, affermano che quando ci si avvicina troppo a Es Vedra le strumentazioni elettroniche iniziano ad impazzire e addirittura poco tempo fa, se si osservava da Google Maps, Es Vedrà si vedeva oscurata (adesso dovrebbe vedersi ma esistono prove di quanto precedentemente detto).

Non mancano le leggende storiche e mitologiche, pur senza nessun riscontro storico documentato, secondo cui Es Vedrà sarebbe la punta della mitica Atlantide o l’isola delle Sirene di Ulisse.

A Es Vedrà sembrano frequenti gli avvistamenti di Ufo e di strani luci avvistate, secondo quanto riferiscono i testimoni diretti, sia in mare che in cielo.

Comunque sia, a Ibiza Es Vedrà gode di un alone sia di mistero che di misticismo. Non sono poche le persone convinte che l’isolotto emani una strana ma intensa energia in grado di amplificare sensazioni ed emozioni.

Per dare un senso a tutte le storie e le leggende che si sentono raccontare su Es Vedrà, è opportuno osservare che il luogo è una piccola isola con un’altissima concentrazione di metalli e minerali presenti nelle sue rocce; questo potrebbe spiegare il funzionamento  bizzarro degli strumenti elettronici sulle imbarcazioni.

Dimenticavo un’ultima leggenda. Si racconta che, tanto tempo fa, Es Vedra era la dimora di un gigante che aveva catturato due fratelli giunti sull’isola per ricevere da una guaritrice (forse la strega che si dice abbia abitato lì?) il finocchio marino, un’erba curativa che avrebbe dovuto salvare il padre dei ragazzi gravemente ammalato. Il titano che abitava quei luoghi, mentre teneva in ostaggio uno dei fratelli, costringeva l’altro a procurargli enormi quantità di calamari per placare la sua fame insaziabile. Un giorno a un pescatore che aveva visto la tragedia che stavano vivendo i fratelli, venne un’idea. nascose un riccio di mare nel cibo destinato al titano in modo che fosse colto da forti crampi di dolore che l’avrebbero distratto. Il piano funzionò e i ragazzi riuscirono a fuggire salvando il padre ammalato.

Conoscete altre leggende?

Avete qualche aneddoto sull’isola?

Scrivetemi nello spazio dei commenti sotto al post

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close