Come scattare fotografie di viaggio non banali uscendo dai soliti cliché

Quando si ha la fortuna di viaggiare e si visitano città famose dalla forte connotazione turistica, pensiamo a Roma, Venezia, Firenze, Parigi, Londra solo per citarne alcune, è facile cadere nel cliché fotografico e immortalare i soliti scorci con immagini  uguali che si ripetono all’infinito.

Io, in questo automatismo, ci casco regolarmente e me ne accorgo tutte le volte che apro il mio archivio fotografico. A Firenze, per esempio, ho fotografato per tre anni di fila le stesse identiche vedute: il Ponte Vecchio, Piazza della Signoria, il Duomo, Santa Croce, Palazzo Pitti e così via.

IMG_0237

Non parliamo poi di Venezia dove mi sono continuamente fissato sul cliché dei cliché: le gondole.

Sì, a volte cambiava l’inquadratura, la composizione, la tonalità e la saturazione, cercavo di illudere gli occhi con effetti HDR anche un pò pacchiani,  ma gli angoli che fotografavo erano uguali a centinaia di migliaia di altre immagini già viste.

Per carità, non che sia un male, ognuno scatta le foto che si sente di fare però, a mio parere, un conto è fare  “fotografia turistica”, un altro è pensare di cimentarsi nella fotografia di viaggio.

Sono convinto che, paradossalmente, sia più difficile realizzare un reportage di viaggio tra le strade di una meta turistica famosa rispetto ad altri luoghi meno conosciuti. Ed il motivo è proprio quello a cui poc’anzi mi riferivo: rischiare la banalità, il voler raccontare tutto senza raccontare nulla.

Intendo la fotografia di viaggio o il reportage di viaggio come il documentare un luogo fotografando la sua essenza, il suo spirito.

Ma allora come si fotografa una meta turistica senza cadere nel banale?


L’ho chiesto a un professionista, un fotogiornalista: Alex Coghe 

 

Il Colosseo, il Duomo di Milano, il Ponte Vecchio a Firenze, la Mole a Torino, piazza San Marco a Venezia. Quando visitiamo certi luoghi siamo portati a scattare le medesime fotografie turistiche. Come non cadere nel cliché pur contestualizzando il nucleo storico di una città ?

Quando facciamo un viaggio dovremmo preoccuparci di fare una pianificazione. Questo passa attraverso lo scrivere una lista di scatti che si pensa di voler fare ed  è senza dubbio un buon inizio perché permette di stilare  anche una lista dei clichè da evitare. In pratica occorre documentandosi sui luoghi; creando una mappa mentale di quello che vorremmo andare a fotografare, scrivendolo sul nostro moleskine, avremmo idee più chiare. Tieni presente anche il fatto che, inevitabilmente, la pianificazione sarà poi disattesa dalle variabili del viaggio stesso, ma una buona documentazione come base, permetterà di capire cosa evitare. Questo contribuirà a studiare e programmare rotte diverse da quelle battute dai turisti abitualmente.  Da evitare assolutamente è anche lo sguardo colonialista, in cui sono caduti in molti, magari ispirati anche da qualche celebrità della fotografia. L’esotismo ha fatto danni per anni. La stessa National Geographic ha ammesso le sue responsabilità nell’aver nel tempo spinto certe estetiche ed approcci. Uscire dal cliché dell’uomo che tende la mano chiedendo denaro in India, magari ripreso dall’alto in basso, dovrebbe essere il primo codice etico da osservare per chi si occupa di fotografia e viaggi.

Immaginiamo di non poter fare a meno di fotografare scorci famosi, ammiccanti ma scontati. Come possiamo immortalarli in maniera originale ?

Potrei farti l’esempio di una foto realizzata a Fontana di Trevi, dove ho fotografato solo la parte laterale della stessa, quella dove c’è il marmo, evitando la vera e propria fontana. In questo modo ho potuto costruire un’immagine con varie storie al suo interno, grazie ai soggetti umani. In questa immagine un romano riconoscerà ancora la fontana, ma non si tratta della classica immagine scontata, quella che ti aspetti andando in quel luogo. Bisognerebbe, come fotografi, avere pensieri laterali, essere concentrati a ritrarre altro. Per esempio mettersi alla ricerca di storie dove l’uomo fa la storia e non un monumento.

Un fotografo di viaggio è colui che ritrae più che il luogo la sua essenza. Può esistere una fotografia che faccia capire a prima vista di trovarsi in una città pur non immortalando le architetture più scontate ?

Certamente si, è una sfida continua, ma il fotografo di strada e di viaggio che sia interessato a fare fotografie e non cartoline, lo fa o almeno lo tenta di fare, in continuazione.

Quale esercizio faresti fare a un fotografo in una città come Roma ad esempio ?

Gli suggerirei di andare in una borgata. Gli chiederei di tirarmi fuori una storia. Questo esercizio passa attraverso diversi approcci e stati mentali, per offrire all’osservatore un punto di vista da diverse prospettive. Le storie possono arrivare da qualsiasi cosa, dalla gente che abita il posto, dal cibo. Consiglio di concentrarsi sui dettagli. Quando facciamo fotografia in viaggio dovemmo applicare un approccio distaccato e ravvicinato al tempo stesso. Mi spiego: dovremmo operare come fotografi scientifici nell’includere certi elementi che aiutano a contestualizzare e sapere dove ci troviamo, ma dovremmo anche includere la nostra emotività. Il risultato sarà evidente a chi osserva. Emergerà il nostro stato mentale, le emozioni al momento dello scatto.

Quale potrebbe essere un progetto fotografico interessante da sviluppare nel contesto di una meta turistica?

Io acquisterei un libro, o meglio, un romanzo ambientato nella città o paese che andrò a visitare. Lo leggerei prima del viaggio, magari anche sull’aereo che mi porta a destinazione. E proverei a presentare visualmente le sensazioni e i luoghi che quel libro mi ha evocato.

Street photography e fotografia di viaggio: in cosa si differenziano ? In cosa sono complementari ?

Io smetterei di pensare in termini di genere. La vita, le sue sensazioni, le percezioni, gli accadimenti  dovrebbero essere le nostre fonti di ispirazione. Non è l’appartenenza a un genere a indicare la via per un fotografo documentarista. La strada è tracciata dalla vita, con i suoi incontri, con quello che accade intorno a noi e dalla nostra percezione.

Fotografi di viaggio da cui trarre ispirazione ?

Io non credo, che possa essere ridotto a essere definito solo fotografo di viaggio, perché è essenzialmente un fotografo documentaristico, ma guardatevi il lavoro di Stephen Dupont.

https://www.stephendupont.com/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close