Larizzate e il risotto degli assassini

Larizzate è il primo paese che si incontra percorrendo la strada delle Grange da Vercelli a Crescentino.

Dopo la rotonda  basta prendere una piccola deviazione sulla destra per entrare nella piccola frazione che sicuramente ha visto tempi migliori.

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La vocazione di borgo contadino e risicolo si percepisce immediatamente dalla struttura delle abitazioni che si raggruppano per lo più in cascine. Tutto attorno le risaie. Da Larizzate proviene un documento, datato 27 agosto 1493, che, per la prima volta, segnala la coltivazione del riso nel territorio vercellese.

Dalla strada principale, quella che prosegue in direzione Crescentino, si possono osservare quelli che ormai sono i ruderi del castello che, attestato dal 1201, doveva essere uno dei piú antichi e importanti della zona, per la posizione lungo la strada per il Monferrato e per la vicinanza a Vercelli.

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Sul castello si narra una leggenda molto famosa che è quella del “al risot di sasin”, ovvero “il risotto degli assassini”.

Molto tempo fa un signore della zona di pessima fama, spalleggiato dai suoi sgherri che erano briganti, terrorizzava le persone del territorio con spavalderia e prepotenza. E fin qui niente di nuovo. A Larizzate viveva però un castellano benvoluto da tutti. Un giorno, non sappiamo quando e non sappiamo di preciso dove, i due si incontrarono. Il signorotto malvagio, tanto per non smentire la sua fama, disse al castellano di Larizzate che la sera stessa si sarebbe presentato nel suo castello per mangiare un risotto  autoinvitandosi in segno di scherno.

Il castellano tornò a casa, raccontò tutto alla moglie e con le sue guardie organizzò la difesa del castello. Trascorse tutta la notte ma dei briganti nessuna traccia. All’alba il castellano decise di abbassare la guardia e di uscire per sbrigare alcune faccende. La circostanza gli fu fatale.

Il brigante e i suoi sgherri, che aspettavano solo che le difese calassero, riuscirono a penetrare nel castello attraverso un tunnel sotterraneo e segreto.

La povera moglie del castellano fu così costretta a cucinare un risotto che non fu molto gradito dai briganti.

Quando il signore di Larizzate tornò a casa trovò infatti le sue guardie uccise e la moglie morta e stesa nuda  sulla tavola tra gli avanzi.

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