Ibiza e il faro maledetto – La rubrica di Davide Traversa per Ibiza misteriosa

Alcuni luoghi, che fino a poco tempo fa conoscevano solo pochi eletti, nell’era di Internet sono alla portata di tutti e, grazie alla rete,  si riescono a scovare posti semisconosciuti che celano storie perdute e affascinanti.

Tempo fa avevo scoperto dell’esistenza di un vecchio faro abbandonato, nella penisola di Punta Grossa, alle spalle di Cala San Vincente. Un luogo di difficile accesso, in quanto il sentiero per accedervi é quasi del tutto scomparso.

Scopro che c’è un gruppo di persone che organizza un’escursione in quel luogo e decido di unirmi.

La strada per arrivarci é davvero impervia: un sentiero a mezzacosta, stretto e a strapiombo sul mare, con alcuni passaggi dove è necessario aggrapparsi  alla roccia per non cadere nel vuoto. Lo spettacolo però che si apre dopo questo sentiero è unico: una remota penisola con un faro ancora in buone condizioni esterne e una vista splendida su luoghi completamente vergini e sull’isola di Tagomago.

Durante l’escursione la guida ci illustra le poche informazioni disponibili sul faro: fu costruito a fine 800 ma restò in funzione solo pochi anni. Negli anni 20 infatti fu abbandonato in quanto la sua posizione era ritenuta inadatta. Le barche rischiavano di non vedere l’isola di Tagomago e di schiantarsi contro. Inoltre la posizione troppo remota non ne favoriva l’utilizzo. Fu quindi abbandonato e passò nel dimenticatoio. Al suo posto fu costruito l’attuale faro dell’isola di Tagomago.

La storia non mi colpì molto e anzi rimasi un po’ deluso. Ma ancora non sapevo che la magia dell’isola non avrebbe tardato a manifestarsi.

La settimana scorsa un caro amico è venuto a trovarmi dall’Italia e ho deciso di portarlo a fare un giro sulla collina di Cala San Vincente.

Convinto di prendere la strada giusta, sbaglio sentiero e mi ritrovo in un luogo che mi sembra di remota urbanizzazione. Poco male, decidiamo di avventurarci ugualmente in cerca di qualcosa di interessante. E qui la magia dell’isola inizia a manifestarsi in tutta la sua potenza.

Troviamo un sentiero seminascosto che scende in mezzo al bosco seguito da una scalinata.

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Il mio pensiero è che Ibiza non finisce mai di sorprendermi, ma non avrei mai pensato fino a questo punto. Scendendo infatti troviamo una grotta enorme, dalla struttura strana, costituita  da lastroni di pietra che sembrano tagliati dalla mano sapiente di uno scultore. Restiamo senza parole. La vista dalla grotta sul vecchio faro di Punta Grossa toglie il fiato.

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Ma non è finita. Qualche giorno dopo vado a mangiare in un noto ristorante di San Antonio e dopo un’ottima cena scambio due parole col proprietario, ibizenco doc, che mi racconta di essere originario di San Vincente, e di essere cresciuto vicino alla strada che porta al santuario della dea Tanit di Es Culleram. Gli racconto delle mie recenti escursioni in quelle zone e vedo che il suo volto cambia totalmente. Mi racconta che suo padre, pescatore, perdette la sua barca proprio nelle “secche” (sorta di zone dove affiorano gli scogli e creano quella schiuma che si vede a volte in mezzo al mare) in fronte al faro e che quel faro è “maledetto”.

Pare infatti che il guardiano del faro si suicidò e fu quello il reale motivo per cui fu chiuso. Mi fa notare che mentre mi sta raccontando la storia, ha la pelle d’oca. Mi narra inoltre che la grotta che ho scoperto, dal particolare nome di Clot des Llamp che nel dialetto ibizenco significa «Antro dei fulmini», fu usata negli anni di Franco dai contrabbandieri. Ci nascondevano di tutto, compresi copertoni delle auto che usavano per fabbricare scarpe.

Sono affascinato e stupefatto dall’incredibile susseguirsi degli eventi. Me ne vado con gli occhi che brillano e pensando che questo posto ha più storie nascoste di quante potessi immaginare.

Davide Traversa piemontese di nascita, ma giramondo per vocazione, per lui scrivere rappresenta uno sfogo, una necessità, la possibilità di fissare su carta (o su schermo) momenti ed emozioni. Si considera una persona di mentalità aperta e sempre pronta a rivedere le proprie posizioni.

“L’unica cosa che conta davvero per me nella vita, è avere la libertà di poter scegliere. Appassionato di Ibiza da lunga data, ho da poco realizzato il sogno di viverci”

2 pensieri riguardo “Ibiza e il faro maledetto – La rubrica di Davide Traversa per Ibiza misteriosa

  1. Sabrina Rutili 22 maggio 2018 — 9:05

    Ho un po di invidia, sai perche’? Hai la fortuna di fare un lavoro neraviglioso in un luigo che io amo alla follia. Complimenti.

    Piace a 1 persona

    1. Gian Luca Marino - Storie 22 maggio 2018 — 9:10

      Ciao Sabrina, grazie per il tuo commento .-)

      Mi piace

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