Ibiza aeroporto – Ibiza misteriosa

Milano – Barcellona – Ibiza

Sono le 6.50 di mattina. Fa freddo anche se non è ancora autunno inoltrato. Una leggera pioggia rende le luci della pista ancora più brillanti. E’ il 2013.

Il volo Easyjet in partenza da Milano Malpensa Terminal 2 inizia lentamente a rullare per seguire la sua rotta verso Barcellona. In cabina le luci sono soffuse, c’è silenzio e nessuno sembra prestare attenione a una hostess che spiega le procedure da seguire in caso di emergenza.

Sono seduto accanto al finestrino. Non ho sonno. Sento i motori salire di giri e una brusca accelerazione mi incolla al sedile. Mi concentro sull’ala. Vedo la fusoliera inclinarsi di quarantacinque gradi e avverto un leggero senso di leggerezza e formicolio nello stomaco. Siamo in volo e le luci di Milano scompaiono quasi subito coperte da una foschia grigio scura.

Poco prima al duty free ho acquistato un libro su Ibiza. E’ la classica guida turistica con le foto, gli itinerari, gli indirizzi di dove mangiare e dormire, le cose da vedere, da fare e da evitare. Nell’ultima pagina c’è una tasca in plastica che contiene una cartina. Cerco di aprirla ma lo spazio tra un sedile e l’altro è troppo ristretto. Riprendo la mia lettura mentre dall’esterno inizia a filtrare la luce del sole sopra le nuvole.

Un’ora circa di volo e atterriamo a Barcellona. Sono solo di passaggio, quel giorno non avrò il tempo di visitare la metropoli catalana. Peccato, anche se ho visto Barcellona diverse volte un’ulteriore giro me lo sarei fatto volentieri.

Il Terminal 1 dell’aeroporto di Barcellona è immenso; mi sembra un enorme centro commerciale. Ci dirigiamo all’esterno per prendere la navetta per raggiungere il Terminal 2 da dove partirà il nostro volo per Ibiza.

Due ore di attesa. Il T2 è decisamente più piccolo, come a Malpensa. Inganniamo il tempo facendo colazione con caffè e ciambelle al cioccolato. Fumiamo qualche sigaretta mentre continuo a leggere la mia guida su Ibiza.

Volo Vueling Barcellona Ibiza. Stesse procedure ma questa volta c’è un sole pieno e dal mio oblò si vede bene il mare. Le navi mi sembrano modellini e noto delle macchie biancastre che penso siano onde.

Il tragitto dura solo mezz’ora. Neanche il tempo di decollare e l’aereo è già in fase di atterraggio .

Sto ancora leggendo la mia guida quando il mio compagno di viaggio mi fa segno di guardare dal finestrino.

Dio, che spettacolo: è Ibiza.

Osservo la Isla dall’alto, vedo la città, il porto, le spiagge e poi l’aereo che scende sempre più di quota, si incanala parallelo a quello che mi sembra essere un promontorio. Faccio appena in tempo a notare rettangoli con i riflessi dell’acqua salmastra, le saline, mentre il veivolo tocca terra.

Il verde, il giallo e il blu. Sono questi i primi colori, con le loro sfumature, che immagazzino in memoria.

Scendiamo dall’aereo. C’è una leggera brezza che porta aroma di mare e salsedine. La pista mi sembra infuocata.

L ‘ Aeropuerto de Ibiza San José è stato aperto al traffico nel 1949.

Inizialmente la struttura era adibita a ricevere solo il traffico nazionale per questioni tecniche e logistiche. Chi voleva raggiungere Ibiza doveva necessariamente transitare da un aeroporto spagnolo.

Il 15 luglio del 1966 a mezzanotte, l’ Aeropuerto de Ibiza San José viene ufficialmente aperto al traffico internazionale. Entra in funzione il nuovo ed unico Terminal con una pista prolungata di 2800 metri e nuove infrastrutture. Esso si compone di una torre di controllo, una centrale elettrica, postazioni di controllo, la dogana e un presidio di Polizia.

Il primo aereo che atterra appartiene ad una compagnia inglese, la BUA, proviene  da Londra, senza scali intermedi, con 75 viaggiatori a bordo più equipaggio.

Ibiza è inserita nelle mappe turistiche mondiali e il nuovo aeroporto internazionale scatena l’attenzione dei media spagnoli.

Solo un anno dopo, nel 1967, lo scalo ibizenco sarà al sesto posto nella classifica degli aeroporti spagnoli come traffico ed importanza.

Per alcuni è l’inizio di una nuova era di opportunità legate al turismo, per altri è il principio di un declino che porterà troppa gente su la Isla.

L’apertura al mondo dell’aeroporto vuole il suo prezzo. Vengono espropriati terreni, viene modificata la viabilità e parte del territorio.

Le proteste dei nativi dell’Isola è ancora oggi tangibile.

Nei pressi dell’aeroporto si trovano un’iscrizione e un monumento.

(Il materiale sia fotografico che inerente la storia sono stati raccolti da Davide Traversa).

Accadde questo: durante la costruzione dell’autopista la gente del posto protestó per mesi per gli espropri subiti, ci furono presidi, scontri con la polizia, arresti.

In tutto quel trambusto rimase in piedi solo una colonna tra tutte quelle abbattute per far posto alla nuova costruzione. Di questo cimelio ne hanno fatto un monumento.

monumento aeroporto ibiza
Foto di Davide Traversa

L’iscrizione riporta in tono perentorio:

lapide aeroporto ibiza
Foto di Davide Traversa

Ci possono prendere le nostre case, ci possono prendere i nostri terreni, ma mai la nostra dignità

Con un salto temporale, arrivando direttamente al mio volo di ritorno, vi racconto un piccolo aneddoto.

Tre giorni dopo, volo Ibiza – Barcellona.

Ci stiamo sistemando ai nostri posti quando sentiamo un gran baccano. Un vociare di persone, risate. Penso subito ad una comitiva di ragazzi che stanno tornando da una vacanza ed effettivamente è così anche se proprio ragazzi non sono.

Erano un gruppo di pensionati del dopo lavoro ferroviario di Barcellona che stavano tornando a casa. Un’allegra compagnia che si caratterizzava, a parte l’elevato grado di goliardia, per un elemento: ognuno di loro aveva con se una enorme confezione di Ensaimada un dolce tipico delle Baleari che avevo notato poco prima in un negozio dell’aeroporto. L’equipaggio era disperato perché non sapeva dove piazzare tutti quei dolci.

Accanto al mio posto, dal lato del corridoio, arrivò allegro e rubicondo un dopolavorista. Era enorme. Dopo vari tentativi, compagni che lo spingevano, crasse risate e rimproveri della moglie proprio nel sedile non ci entrava.

Alla fine una hostess lo sistemò nella prima fila di sedili così riuscimmo a partire.

Delle mie esplorazioni e delle scoperte in quei tre giorni a Ibiza ve ne parlerò nei prossimi post…

Questo è un video da me girato qualche anno dopo, a ottobre 2015, durante un atterraggio a Ibiza questa volta con volo diretto

Ringrazio per il materiale fotografico e storico l’amico Davide Traversa.

Fonti bibliografiche Ferrer Joan Lluis – IBIZA: LA DESTRUCCION DEL PARAISO

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