Un fantasma in via Sacchi a Torino

Avrò percorso via Sacchi centinaia di volte. Per chi non lo sapesse via sacchi è una strada centralissima di Torino a ridosso della stazione ferroviaria di Porta Nuova. Gente che va, gente che viene, auto, taxi, viaggiatori.

Una sera, mentre leggevo un libro di Renzo Rossotti a proposito di fatti strani e curiosi successi a Torino, ecco comparire questa storia ambientata proprio in via Sacchi.

La riporto qui riassumendo ciò che ha scritto Rossotti.

Inverno 1942. Verso sera,  il garzone di un bar di via Sacchi sta concludendo la giornata abbassando le serrande. Il ragazzo osserva la strada deserta, guarda in giro e davanti ad un portone al civico 26, vede, quasi nascosto nell’ombra di una colonna, un signore con il cappello dalla tesa larga che indossa un impermeabile grigio scuro.

Le sirene della contraerea avevano iniziato a suonare e si sentivano i rombi dei motori degli aerei e i tuoni dei primi bombardamenti. Meglio scendere nel rifugio antiaereo. Il garzone prima di andare al riparo osserva per qualche istante quel signore con l’impermeabile ma questi non si muove di un passo.

I bombardamenti furono pesanti con edifici smembrati e diversi feriti. Le serrande del bar furono divelte.

Qualche sera dopo il garzone del bar stava cercando di chiudere gli infissi rovinati del locale quando, voltandosi per osservare le macerie sparse per via Sacchi, rimase stupefatto: l’uomo con l’impermeabile era ancora lì, dove lo aveva visto la prima volta e non pareva essersi mosso. Una sagoma nera che si intravedeva appena davanti al civico 26 il cui palazzo era stato completamente rovinato dalle bombe e i suoi inquilini costretti a trasferirsi altrove.

Durante i forti bombardamenti di quel periodo, in via Sacchi, un uomo che stava correndo per raggiungere il rifugio cadde proprio vicino ad un androne del numero 26 e fu decapitato.

Nel frattempo ulteriori bombardamenti distrussero anche il bar dove lavorava il garzone. Una sera il ragazzo tornò tra le macerie del bar per recuperare alcuni oggetti  e sempre nello stesso punto notò ancora l’uomo con l’impermeabile che teneva sempre il medesimo atteggiamento quasi volesse aspettare qualcuno o qualcosa.

Quasi un mese dopo l’episodio dell’uomo decapitato avvennero altri fatti strani. Il muro crollato del bar era stato restaurato se pur in modo approssimativo per ospitare un giovane, un tal Giorgio Grillo, il quale però si lamentò di non riuscire a dormire in quel locale per strani ed inspiegabili rumori come porte che si aprivano, passi e folate improvvise di aria fredda.

Intanto la storia aveva fatto il giro del quartiere e parecchie persone se ne stavano interessando. Una signora che abitava in via Montevecchio, vicino quindi a via Sacchi e al punto dove avvenivano queste manifestazioni, suggerì l’intervento di un medium che frequentava un bar sull’angolo con corso Vittorio Emanuele. Fu organizzata una seduta spiritica nell’alloggio della signora alla quale assistette anche il giornalista Ulisse Carbone che abitava in via Sacchi 16.

Il giornalista (molto scettico) raccontò che durante la seduta si presentò l’entità di un uomo che disse subito di essere la persona decapitata durante il bombardamento e che fornì alcuni particolari che permisero di identificare il corpo dell’uomo senza testa. Da quel momento gli strani fenomeni svanirono e il garzone non vide più l’uomo con l’impermeabile.

Nel gennaio del 1944 un cameriere che lavorava all’albergo Genova in via Sacchi 14, notò un tizio con cappello e impermeabile che fuori dai portici sembrava attendere qualcuno. Visto il periodo sospettò che quell’uomo fosse un agente della Gestapo visto anche che nell’albergo consumavano i pasti i soldati tedeschi.

Componenti della Resistenza predisposero in quei giorni un attentato con una bomba che esplose all’interno dell’albergo causando vittime. A seguito dell’episodio la Gestapo prelevò ostaggi e li passò per le armi proprio davanti all’hotel Genova.

L’uomo o gli uomini con l’impermeabile scomparvero per sempre ma nell’edificio in via Sacchi, una volta rimesso a posto, si verificarono due inspiegabili suicidi tra cui quello di un importante funzionario della prefettura che si sparò.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close