Ibiza mangiando Tapas a Barcellona

Quello che vi vorrei raccontare è il momento esatto in cui per la prima volta ho percepito l’essenza di Ibiza in un bar mangiando tapas a Barcellona.

Era l’autunno del 2013 e a pensarci adesso sembrano trascorsi secoli da quel viaggio.

Avevo appena avuto il mio battesimo con Ibiza che era durato tre giorni durante i quali avevo  girato per Eivissa città salendo in Dalt Vila, passeggiando per le strade lungo il porto, pranzando e cenando tra la Comida, la Brasa e l’Hostal Talamanca  e  dormendo all’ hostal Parque.

Ricordo come se fosse adesso l’esatto punto dove avevamo parcheggiato l’ auto preso a noleggio: il mio primo passo a Ibiza città l’ho posato in Vara de Rey quando non era ancora isola pedonale, quando c’era ancora la libreria e un negozio di macchine fotografiche che non ho più visto.

ibiza vara de rey

Il monumento che si trova al centro della piazza, dedicato al generale Vara de Rey, fu inaugurato nel 1902 da Re Alfonso XIII in persona.

Il Generale nacque a Ibiza 1840 fu impegnato contro le sommosse a Cartagena e Valencia e contro i Carlisti. Fu poi trasferito per sua volontà nelle Filippine dove rimase fino al 1890.

Rientrato in Spagna, gli fu affidato l’incarico di comandante della guarnigione di Avila.

Nell’aprile del 1895 partì volontario per Cuba dove, al comando dell’esercito di Bayamo condusse il reggimento nella battaglia di Loma de Gato nella quale José Maceo, fratello di Antonio, venne ucciso.

Grazie al coraggio di Vara de Rey e dei cinquecento uomini da lui comandati, le truppe degli Stati Uniti nettamente avvantaggiate come proporzione numerica, non riuscirono a prendere El Caney.

Alla fine il generale di brigata Henry Lawton riuscì a occupare la città nonostante gli spagnoli si opponessero con onore. Vara de Rey fu ucciso, insieme ai suoi due barellieri, mentre veniva portato fuori dal campo gravemente ferito ad entrambe le gambe.

Percepii in quella piazza fin da subito un’atmosfera particolare. Quando mi trovo in un posto ne sento l’essenza; è un concetto complicato da spiegare anche perché la sensazione arriva e svanisce in una frazione di secondo. Ebbene, a Ibiza ho da subito avvertito un’energia particolare, positiva, quasi famigliare anche se era la prima volta che mi trovavo lì e ci ero arrivato non dico per caso ma quasi.

Quei tre giorni trascorsero in un istante ma dentro di me avevo la netta sensazione che quella breve visita non era un’esperienza di viaggio isolata ma si sarebbe trasformata in un percorso. Non mi sbagliavo.

Il mattino presto del quarto giorno un volo da Ibiza ci avrebbe portati a Barcellona dove il giorno dopo saremmo ripartiti per Milano.

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Avevamo un giorno intero e una notte per stare nella capitale catalana e il piano era quello di sfruttare al massimo il tempo a disposizione.

Non era la prima volta che mi fermavo a Barcellona. In totale fino a quel momento ci ero stato nove volte.

Quella sera un amico originario di Barcellona ci portò a mangiare tapas in un bar appena dietro al quartiere gotico.

Un locale tipico di quella tipicità vera, autentica, non farlocca e costruita su misura.

Chiudendo gli occhi sento ancora l’odore di fritto, di birra, di vino, vedo il bancone in metallo con gli sgabelli e l’enorme vetrina a forma di L dove erano disposte le tapas.

Al terzo giro di vino e di tapas mi accorsi che stavo pensando intensamente a Ibiza ed ecco arrivarmi la sua essenza lunga e prolungata, finalmente riuscivo non solo a percepirla ma a metterla a fuoco e a trattenerla dentro di me.

L’avevo lasciata da qualche ora e già avvertivo il forte desiderio di rivederla e di esplorarla.

Cosa che avrei fatto negli anni a venire.

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