Orta San Giulio curiosità, segreti e misteri

Orta è per me il più bel posto del mondo”. E’ emblematica la frase incisa dall’artista Carl Heinz Schroth, posta alla base della statua bronzea intitolata ‘Il quadro perfetto’, situata nell’incantevole giardino di Villa Bossi.

Orta San Giulio è affascinante in tutte le stagioni: in primavera e in estate quando le fioriture danno quel tocco di vivace colore al panorama e in autunno o inverno, quando il paese si fa più malinconico per regalare atmosfere intime e raccolte.

Il lago d’Orta e l’isola di San Giulio dominano tutto il panorama.

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Il borgo ha origini celtiche, il centro abitato sorge sulle rovine di un antico villaggio.

I punti panoramici in prossimità del lago regalano scorci da favola tra acqua e cielo. Guardando verso il lago, si scorge l’Isola di San Giulio con il Palazzo dei Vescovi ed il campanile della Basilica di San Giulio.

Pur essendo piccola e raccolta Orta San Giulio ha diversi punti interessanti da visitare.

Villa Bossi, sede del comune, è stata sottoposta nel tempo a numerosi lavori di restauro effettuati nei secoli dalle diverse famiglie prestigiose che l’hanno posseduta. La parte più antica ancora visibile risale al 1600. La villa una volta era suddivisa in diverse palazzine costruite molto vicine tra loro ma appartenenti a famiglie differenti, solo col tempo Villa Bossi assume la struttura attuale.

Addentrandosi tra le stradine caratteristiche e chiuse al traffico, ricche di ristoranti e negozi di artigianato, si arriva nel cuore di Orta San Giulio: piazza Motta. Nella piazza, oggi dedicata a Mario Motta, partigiano del Cusio, sin dal 1228, al mercoledì, si svolge il mercato.

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Un lato della piazza si affaccia sul lago con gli imbarcadero e i lati rimanenti, sono chiusi da vecchi palazzi, da portici e da ippocastani. Sul lato settentrionale si erge il Palazzo della Comunità, o Broletto: risale al 1582 e si presenta con il piano terreno totalmente porticato. Al primo piano c’è un unico salone dove si riuniva il Consiglio della Comunità della Riviera.

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Dalla Salita alla Motta si raggiunge la Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta con pregevoli architetture e opere d’arte. Proseguendo si arriva al Sacro Monte di Orta, uno dei luoghi “più suggestivi del mondo” secondo Nietzsche. Fu progettato nel 1591 e dedicato a San Francesco d’Assisi. Il punto più alto è a circa 400 metri e, dopo un percorso di 20 cappelle che raccolgono ben 376 statue in cotto che illustrano la vita del santo, si trova la Chiesa di S. Nicolao.

Il borgo comprende anche altri rioni caratteristici con palazzi decorati in ferro battuto e antiche abitazioni medievali di pescatori ed artigiani accanto alle quali sorgono ville signorili.

 

A proposito di ville, prima di entrare ad Orta San Giulio, si può ammirare l’imponente ed elegante villa Crespi, oggi tempio della ristorazione italiana grazie al famoso chef Antonino Cannavacciuolo.

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Villa Crespi, costruita nel 1879, è una splendida dimora moresca dominata da un imponente minareto, ispirata dai viaggi di Cristoforo Benigno Crespi, condottiero di successo che rimase incantato dal fascino di Baghdad.

Durante gli anni ‘30 divenne luogo di soggiorno di poeti, capitani d’industria, principesse e del Re Umberto di Savoia, assiduo frequentatore della villa.

E proprio sul sito di Villa Crespi si possono leggere interessanti informazioni sulla leggenda del drago che fa parte della tradizione leggendaria di Orta, del lago e dell’isola di San Giulio.

Il Lago d’Orta è considerato da molti il “Lockness italiano”. Numerose sono le testimonianze nei secoli di pescatori che hanno visto riaffiorare in superficie le code dei draghi.

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Una leggenda narra che San Giulio, predicatore e guerriero vissuto nel quarto secolo dopo Cristo,  volendo a tutti i costi costruire la sua centesima chiesa, si spinse sulle rive del lago e qui, affascinato dal luogo, rimase a contemplare l’isola, la quale, dice la leggenda, era dimora di draghi e serpenti.

Il santo, non trovando una barca, stese il proprio mantello sull’acqua  e camminandovi sopra, raggiunse l’isola dove cacciò via  draghi e serpenti per costruire la sua centesima chiesa, nella quale fu poi sepolto. All’interno della basilica si trovano sculture sacre rappresentanti draghi; in sacrestia c’è un antico drago in ferro battuto sopra il quale è appeso un osso, un’enorme vertebra delle dimensioni di un metro.

Si dice che gli abitanti della zona sentono spesso dei forti rumori: la vox populi dice che siano i draghi che si aggirano tra le rocce.

Gli esperti pensano che i boati non siano altro che il prodotto di piccoli terremoti che si verificano a  poca profondità tra le rocce del lago.

Le leggende e i misteri non finiscono qui.

Nel Trecento, il vescovo novarese Giovanni Visconti, dovette risolvere un caso delicato che trattava di una donna di Orta considerata essere una fattucchiera. In quel periodo, il fenomeno della stregoneria, stava iniziando ad essere sempre più sentito e il vescovo ne era consapevole. Per questo il prelato si rivolse a Bartolo da Sassoferrato giureconsulto marchigiano, il quale fornì indicazioni precise sulle modalità da tenere nei confronti dei casi di stregoneria. La la strega di Orta, venne considerata colpevole di alcuni reati gravi come l’adorazione del demonio e l’omicidio di bambini attraverso pratiche magiche. Non si è mai saputo se la donna sia poi morta sul rogo.

Nel dicembre del 1944 fu assassinato, nel tratto tra Orta San Giulio e Gozzano, il maggiore Bill Holohan, capo della missione anglo-americana chiamata “Hangosteen-chrysler”. Il cadavere dell’ufficiale americano fu buttato nel lago e venne trovato sei anni dopo. Dell’omicidio fu accusato il vice del maggiore, il tenente Aldo Icardi. Il caso, anche se oggi in pochi lo ricordano, destò clamore perché pare proprio che attorno alla vicenda si sia sviluppata una specie di spy-story con il coinvolgimento della Cia e dei servizi segreti.

2 pensieri riguardo “Orta San Giulio curiosità, segreti e misteri

  1. Andavo spesso a Orta e a San Giulio da bambina con i miei genitori, e forse anche per quello è un posto speciale per me. A proposito di segreti e misteri, all’epoca leggevo e rileggevo un romanzo di Rodari ambientati proprio sull’isola, C’era due volte il barone Lamberto.
    Buon lunedì!

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    1. Gian Luca Marino - Storie 30 aprile 2018 — 17:21

      Ciao Silvia e grazie per il tuo commento e per la tua storia. Non ho mai letto quel romanzo. Quello del mistero e degli itinerari insoliti è una mia grande passione. Un saluto

      Piace a 1 persona

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