Torino misteriosa

Torino è la città più profonda, la più enigmatica, la più inquietante non solo d’Italia ma di tutto il mondo. A Torino tutto è apparizione, mentre la nostalgia dell’infinito si rivela dietro la precisione geometrica delle piazze questo diceva Giorgio De Chirico a proposito di Torino.

Passeggiando per le vie, le piazze, i palazzi e i cortili di Torino ho percepito più volte lo spirito enigmatico della città e mi sono chiesto quali storie si celassero dietro a quelle geometrie che, apparentemente, danno una sensazione di ordine e rigidità alla capitale sabauda.

Durante le mie peregrinazioni per Torino, in tutte le stagioni, con sole, pioggia e neve, ho adottato molte volte lo spirito del Flâneur, termine reso famoso da Baudelaire, per indicare il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, provando emozioni nell’osservare il paesaggio.

Un vagare che può sembrare di primo acchito casuale ma che non lo è se non nello spirito. Questo perché, in numerose occasioni, è stata Torino stessa a guidarmi alla scoperta di storie ignote in angoli noti attraverso percorsi, incontri e libri.

Provate a fare questo esperimento: passeggiate per il centro di Torino, prendete nota del vostro percorso scrivendo il nome di una via, di un monumento, di una piazza di un palazzo. Con quel nome provate a fare una ricerca su internet o sui libri; sicuramente salterà fuori qualcosa di interessante che magari ancora non conoscevate.

I libri su Torino sono stati per me fondamentali come le bancarelle dei libri usati di via Po dove ho scovato delle vere e proprie chicche come quella letta su un libro di Ito de Rolandis, storia di cui ho scritto e che potete trovare cliccando qui.

De Rolandis, Renzo Rossotti e altri autori sono stati, attraverso i loro libri, dei mentori per scoprire una Torino, ricca di fascino, storie e mistero, che ancora non conoscevo o conoscevo superficialmente.

Storie come la seguente, tratta da un libro di Renzo Rossotti, mi hanno permesso di percepire quell’atmosfera misteriosa ed enigmatica così ben riassunta da De Chirico.

Ecco la storia.


Esiste una antica e misteriosa profezia che riguarda un Angelo il quale, tra varie città europee che sorvola, con il suo indice ne indica una in particolare: Torino.

profezia_angelo_torino

In un vecchio ristorante di Chartres venne ritrovato, sulla copertina di un antico lunario, un’incisione risalente a fine Seicento.

L’incisione raffigura un angelo che vola sul cuore dell’Europa. Tra i capelli ha una stella scintillante. Con la sua ala sfiora le città di Amiens, Rouen, Parigi e Chartres lambendo anche Lione. La sua mano destra indica Santiago de Compostela. La sua mano sinistra, con l’indice puntato, indica esattamente Torino…

L’angelo è accompagnato da un enigmatico testo in francese che recita:

Quando da Torino

l’angelo chiamerà Le Pensueur,

a Notre-Dame le chimere urleranno

e si sveglierà l’angelo di Chartres,

che spezzerà l’orologio

a significare che il tempo è finito.

L’asino farà suonare la ghironda.

Ad Amiens risplenderà la testa

del Battista e l’angelo non piangerà più

A Rouen tornerà a battere

il cuore di Riccardo

e un’armonia di campane

annuncerà il Salvatore.

La profezia sembra annunciare la fine del mondo che partirebbe da un segnale dato a Torino.

La figura dell’angelo è di difficile interpretazione. Come afferma Renzo Rossotti, nel suo libro “Curiosità e misteri di Torino” (testo dal quale è tratta questa storia), la rappresentazione dell’angelo così come si trova nell’incisione sul lunario, è probabilmente nascosta in qualche chiesa torinese, in un dipinto o in una scultura ma comunque celata.

Le Penseur, il Pensatore, a cui si riferisce il testo, è una delle  figure più celebri che ornano le guglie di Notre-Dame a Parigi.

Le chimere grideranno e alla cattedrale di Chartres l’angelo che regge l’orologio (un quadrante solare) lo spezzerà.

L’asino musicante, altra figura legata alla  chiesa, farà sentire il suono della ghironda uno strumento musicale di origini antichissime le cui  corde sono poste in vibrazione dallo sfregamento del bordo di una ruota azionata per mezzo di una manovella.

In quel momento ad Amiens il cranio di Giovanni Battista sprigionerà luce e l’angelo che piange, un’altra scultura molto famosa conservata nel tempio, smetterà di farlo.

Sotto la volta della cattedrale di Rouen, dentro ad una custodia in pietra, batterà di nuovo il cuore di Riccardo re d’Inghilterra. Londra si vede molto bene nell’incisione ma non è toccata dall’angelo.

Le campane suoneranno per annunciare al mondo che il Salvatore sta arrivando.

Si tratta di una profezia insolita. Non si comprende di preciso il significato che lega Torino alle altre città raffigurate.

Torino sembra comunque essere un punto fondamentale dal momento che è indicata direttamente dall’indice dell’angelo.

Qualcuno ha interpretato l’incisione come una specie di guida celeste per i pellegrini che si muovevano lungo il cammino di Santiago di Compostela. Sospeso nel cielo l’angelo avrebbe avuto la funzione di individuare le varie tappe di un cammino spirituale.

Ciò non spiega però perché Torino, lontano dagli itinerari del cammino che riguardano le cattedrali, sia compresa nella mappa disegnata dall’angelo. Questa considerazione potrebbe avvalorare un significato arcano ed occulto ad ora sconosciuto.


Il mio viaggio e i miei appunti proseguono e li scriverò a puntate su questo blog creando, articolo dopo articolo, una mappa per itinerari attraverso una Torino enigmatica e misteriosa dove raccoglierò anche storie e testimonianze di persone.

Se avete qualcosa da raccontarmi potete scrivermi a gianlucamarinostorie@gmail.com

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